Ruvo del Monte, tra il fascino del Castello Longobardo, le antiche chiese e i sentieri immersi nel verde del Bosco di Bucito
Immagina di salire su un colle che si staglia a 638 metri di altitudine, dove la storia è trapuntata dal panorama mozzafiato del Vulture Melfese.
Questo è Ruvo del Monte, un borgo che ti accoglie con il suo fascino senza tempo, ricco di tradizioni, monumenti storici e scorci indimenticabili.
Una città che ti invita a scoprire ogni angolo della sua bellezza. Ruvo del Monte, antica città sannita, si trova nella zona nord-occidentale della Basilicata e le sue origini sono testimoniate da scavi archeologici che hanno rivelato necropoli risalenti al VII-VI secolo a.C.
Il cuore di Ruvo del Monte è dominato dal Castello, un’imponente struttura che, ricostruita nel 1348 dopo la distruzione del paese medievale, conserva il fascino delle epoche passate.
La Torre Angioina, con le sue merlature originali, è uno dei punti di maggior interesse, ma l’intero castello racconta storie di alternanza di proprietà e di trasformazioni nel corso dei secoli.
Non perdere la visita alla “Fontana Vecchia”, la più antica del paese, un altro simbolo di questa città che ti parla attraverso le sue acque. Nel centro del borgo, la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta si distingue per la sua facciata imponente e il grande rosone che affaccia sulla piazza principale.
Entrando all’interno, ti sorprenderà il soffitto a cassettoni, composto da 174 ottagoni, una meraviglia di dettaglio e arte. Al secondo piano della casa comunale in viale della Repubblica, il Museo Civico Archeologico, intitolato alla memoria del prof.
Michele di Napoli, ospita oltre 120 reperti, tra cui la Collezione Gugliotta che risale al VII-IV secolo a.C. Un viaggio nel tempo che ti permette di esplorare le tracce lasciate dai Sanniti e dalle altre civiltà che hanno abitato la zona.
Non solo archeologia: il Museo della Civiltà Contadina, situato nell’ex Casa “Don Antonio Patrissi”, ti racconta la storia di una comunità che ha vissuto a stretto contatto con la terra fino agli anni ’70.
Qui puoi anche ammirare il Museo d’Arte Sacra e il Museo della Memoria Ruvese, che conservano preziose testimonianze legate alla religiosità e alla vita del paese.
E non perdere la Multisala della Memoria, un archivio fotografico che ricostruisce momenti di vita quotidiana, scolastica ed economica del borgo.
Passeggiare tra le vie di Ruvo del Monte è un’esperienza che ti trasporta in un’altra dimensione.

Gli scorci panoramici che si aprono all’improvviso tra le case offrono vedute che sembrano dipinte: una natura incontaminata e il silenzio che ti avvolge. Se ami la natura, Ruvo del Monte ti offre il Bosco Comunale di Bucito, un’area verde dove fare trekking o passeggiate in bicicletta tra querce di alto fusto e una fauna selvatica che include falchi e altri animali.
Nel cuore del bosco, il Casone ospita il Centro di Educazione Ambientale, un luogo dove storia, natura e cultura si incontrano in un ambiente sereno e rilassante. Non puoi lasciare Ruvo del Monte senza aver assaporato i piatti tipici del borgo.
La cucina locale è un viaggio nei sapori autentici della Basilicata, con piatti a base di pasta fresca come gli strascinati e i cavatelli. I salumi e il vino locale, soprattutto quello del Vulture, sono un must, così come i dolci tipici che chiudono ogni pasto con un tocco di dolcezza.
Ogni piatto racconta la storia del territorio, dei suoi contadini e delle sue tradizioni culinarie
STORYTELLING
Nel Cuore del Bosco di Bucito
Ruvo del Monte, tra il fascino del Castello Longobardo, le antiche chiese e i sentieri immersi nel verde del Bosco di Bucito
Camminavo lungo i sentieri silenziosi del bosco di Bucito, il profumo fresco di terra umida mi avvolgeva, mentre il fruscio delle foglie secche sotto i miei piedi scandiva ogni passo. Il sole filtrava tra le fronde alte, disegnando giochi di luce e ombra sui sentieri sterrati. La mia mente vagava tra ricordi lontani e storie che, da bambino, avevo ascoltato dai vecchi del paese: leggende di briganti e di un tempo in cui il bosco era un rifugio segreto. Solo il canto degli uccelli e il richiamo di un falco in lontananza interrompevano la tranquillità assoluta. Uscendo dal bosco, mi ritrovai nel cuore di Ruvo del Monte. Il borgo si estendeva davanti a me, con le sue case di pietra, i vicoli stretti e il profilo imponente del Castello che svettava, fiero, sopra tutto. La vista sulla vallata sottostante era mozzafiato: il paesaggio verdeggiante, con le colline del Vulture che si perdeva all’orizzonte, mi dava una sensazione di vastità che non avevo mai provato prima.
Mi incamminai verso la piazza, dove la fontana vecchia mi accolse con il suo scorrere lento e costante. Ogni goccia che cadeva nell’acqua cristallina sembrava raccontare un pezzo della vita di questo paese. La chiesa di Santa Maria Assunta mi attirò con la sua facciata maestosa e il rosone che catturava la luce del pomeriggio. All’interno, il soffitto a cassettoni con i suoi 174 ottagoni mi lasciò senza parole: ogni dettaglio sembrava un’opera d’arte che raccontava la devozione di chi aveva camminato su questi stessi pavimenti secoli prima.
Proseguendo per le viuzze di pietra, i muri decorati con i murales ispirati a storie e leggende locali mi fecero sentire come se stessi entrando in un dipinto. Ogni immagine raccontava un frammento di vita, un pezzo di tradizione che ancora oggi animava le strade del borgo. Le case con i loro tetti in terracotta, i balconi fioriti, i piccoli angoli nascosti dietro i vicoli stretti, tutto contribuiva a creare un’atmosfera unica, un incanto senza tempo. Era un pomeriggio caldo e l’aria era profumata. La cucina di Ruvo del Monte non delude mai: la pasta fresca, gli strascinati e i cavatelli, il vino locale che scivolava via come un abbraccio caldo. Seduto su una panchina, guardando il tramonto che tingeva il cielo di sfumature arancioni e rosse. E così, mentre il bosco di Bucito continuava a sussurrare i suoi segreti tra le foglie, io mi sentivo parte di qualcosa che sarebbe rimasto con me per sempre.





