BASILICATA RURALE

L’Autunno del Parco Urbano delle Cantine

A Rapolla, esplora le cantine sotterranee e gusta i sapori unici del Vulture, il tutto incorniciato da panorami mozzafiato

C’è un luogo dove la storia scorre sotto i piedi, tra le antiche pietre e le cantine secolari.

Dove il fascino della tradizione si fonde con la bellezza di un panorama che toglie il fiato.

Benvenuto a Rapolla, uno scorcio di Basilicata, dove ogni sorso di vino è un viaggio nel cuore del Vulture. Passeggiando per le stradine strette e in salita di Rapolla, ti sembra di fare un viaggio nel tempo. Dal centro del paese, una vista spettacolare si apre su tutta la vallata circostante, dove le vigne e le cantine ipogee si fondono con il paesaggio, creando un panorama che affascina a ogni passo.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, con il suo campanile che svetta fiero, ti accoglie alla sommità del colle, regalando un’emozione che si ripete ogni volta che lo sguardo si posa sulle colline del Vulture. Nel centro storico, tra le mura di cinta medievali, Palazzo Lupo, Palazzo Brienza, e altri edifici storici raccontano le vicende, leggende e tradizioni secolari.

Non lontano, il Parco Urbano delle Cantine è un viaggio sensoriale che ti immerge nel cuore della tradizione vinicola del Vulture. Le cantine ipogee, scavate nel tufo, sono ancora utilizzate per la conservazione del pregiato vino Aglianico Doc del Vulture, che qui ha radici profonde.

Ogni anno, in ottobre, questo angolo di Rapolla si trasforma nella cornice perfetta per uno degli eventi enogastronomici più importanti della regione, con le cantine che si aprono per offrire degustazioni di piatti tipici in una festa di sapori e tradizioni. Se ti affacci su Largo Castello, il belvedere ti regala uno dei panorami più belli della zona.

La vista si perde tra le colline, con la città e la sua storia che sembrano prendere vita davanti ai tuoi occhi. Passeggiando, raggiungi Via Monastero, dove le antiche cantine ipogee, un tempo luoghi di lavoro e di passaggio, oggi raccontano la storia di un’arte che ancora oggi continua a essere viva e rispettata.

La gastronomia di Rapolla, che affonda le radici nella tradizione contadina, è un viaggio nei sapori genuini della Basilicata. Il pregiato vino Aglianico Doc del Vulture è solo l’inizio di un’esperienza culinaria che ti stupirà.

Le paste fresche fatte a mano, come gli strascinati con sugo di carne e peperoncino, sono un piatto che racconta la passione e la cura con cui ogni famiglia lucana prepara il cibo. Non mancano i formaggi locali, le olive, i funghi e le castagne, che regalano un’esplosione di sapori in ogni piatto.

E se ti trovi a Rapolla in autunno, non perderti la sagra della castagna, un evento che celebra il frutto della terra con piatti tipici e dolci prelibati. Le caldarroste, il miele, il pane e la pizza con la cipolla sono solo alcune delle delizie che ti accompagneranno nei tuoi momenti di pausa, mentre ti lasci incantare dal profumo dell’autunno e dalla bellezza di questo angolo di Basilicata

STORYTELLING

L’Autunno del Parco Urbano delle Cantine

A Rapolla, esplora le cantine sotterranee e gusta i sapori unici del Vulture, il tutto incorniciato da panorami mozzafiato

L’aria fresca del mattino risvegliava il mio sguardo e il profumo dalla rugiada, mescolato a quello del pane appena sfornato, mi faceva sentire subito a casa. Mi ritrovai davanti a una cantina scavata nel tufo, tipica di Rapolla, che mi invitava a entrare, promettendo un viaggio nelle tradizioni del vino Aglianico. Il silenzio intorno mi avvolgeva, mentre il sole illuminava il paese con una luce rosata che dava una nuova vita a ogni pietra e a ogni facciata. Ascoltavo il rumore lontano di una risata che mi arrivava da una delle piazze, e il suono di un mestolo che vorticava in una pentola. Il sapore delle castagne arrostite non tardò a raggiungermi, e ne assaporai il dolce profumo che sembrava raccontare tutta la ricchezza di un autunno lucano. Raggiunsi poi il belvedere, dove il panorama della vallata si stendeva davanti ai miei occhi, con le colline che si abbracciavano dolcemente e le cantine che emergevano dal terreno. Era come se Rapolla avesse preso il mio cuore tra le sue dita, lentamente, senza fretta, lasciandomi il tempo di scoprire ogni angolo di sé

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